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10 THINGS i HATE ABOUT YOU  
15th-Sep-2013 01:07 pm
war
Titolo: 10 THINGS I HATE ABOUT YOU
autore: Fail_Lidah/Bommie
Gruppo: Shinee
personaggi: Kim Jonghyun, Choi Minho, Kim Kibun, Lee Jinki, Lee Taemin (Jonghkey)
genere: minilong, romance, romantic
avvertimenti: slash, au, lemon
rating: R -> NC17
Riassunto: Kibum scopre di esser stato l'oggetto di una scommossa....
Note: libermente ispirata al film "le 10 cose che odio di te" . Inizialmente doveva essere una OS composta solo da questo capitolo, era stata anche cestinata, poi ho deciso di riprenderla e finirla e poiché il contenuto era un po' povero ho anche pensato bene di darle un secondo cap dalla parte di Kibum ed un epilogo <_<


Capitolo primo

Vivere un amore tra i banchi di scuola quando si è dello stesso sesso non è mai facile.
Ancora piu straziante è quando non si condivide la stessa aula, perché non si è dello stesso anno e non ci si trova nemmeno sullo stesso
piano dell'edificio scolastico quindi non ci si può vedere sempre.

Jonghyun e Kibum fantasticavano spesso su come sarebbe stato avere la stessa età, non avere quell'unico anno di differenza e stare in classe insieme: continui sguardi furtivi, piccoli messaggi con gli occhi, scambi di parole ad ogni cambio di professore, l'ora di ginnastica e delle altre attivita extra culturali insieme. Perché no: carezze fugaci e sfiorare di dita se fossero stati addirittura compagni di banco.
Invece dovevano ogni giorno soffrire fino all'ora di pranzo o di uscita (sempre se non erano i giorni in cui uno aveva il doposcuola e l'altro il club di musica) per stare un po' insieme.
Di recente, poi,  i due ragazzi avevano litigato. Il primo, vero, litigio serio.
Kibum aveva detto di non voler parlare mai più con Jonghyun, spense persino il cellulare e non lo aveva riacceso dalla sera precedente e se il più grande non lo beccava a scuola l'indomani, come poteva parlarci? Come faceva a chidergli scusa? Doveva vederlo, altrimenti non poteva nemmeno mostrargli quanto era pentito e dispiaciuto, che sarebbe stato persino disposto a mettersi in ginocchio davanti all'altro, anzi davanti a tutta la scuola!
E se non ci fosse riuscito?
Jonghyun sapeva che Kibum non gli avrebbe concesso un incontro visto che non voleva saperne di lui  e presentarsi sotto casa sua, discutere o altro, facendo insospettire la famiglia del più piccolo avrebbe fatto arrabbiare l'altro ragazzo ancora di più. Lo sapeva, ma restava comunque la sua opzione di scelta se lo sciopero del più piccolo sarebbe perpetuato.

Jonghyun invece disse la stessa cosa che Kibum aveva detto a lui la famosa sera del litigio ai sue due migliori amici, Choi Minho e Lee Jinki, che avevano sgamato al compagno ciò che lui non avrebbe mai e poi mai dovuto sapere.
Ma in fondo era consapevole che per quanto i suoi amici erano stati degli idioti, per quanto non sapessero tenersi un segreto e fossero inaffidabili se:
non vuoi che un segreto si sappia non devi raccontarlo a nessuno
e
se non vuoi che una cosa disonesta venga scoperta non devi farla.
Quindi se fosse riuscito a riavere il suo Kibum, sarebbe tornato tutto a posto anche con i suoi due amici. In Caso contrario avrebbe saputo su chi sfogare la sua frustrazione (perché si sa: è più facile dare la colpa agli altri che alla propria negligenza!).
Perché Kim Jonghyun non avrebbe mai dovuto fare quella scommessa con uno di quei due. Non avrebbe mai dovuto scommettere di aggiungere un altro nome alla sua lista di conquiste, di vantarsi che avrebbe fatto cadere nel suo letto anche il serio Kim Kibum, rappresentante di classe della 2C in poco tempo.
Non aveva tenuto conto, l'idiota, che poteva anche innamorarsi di quel moretto impeccabile e dalla pelle diafana e che il portarselo a letto sarebbe stata una cosa secondaria. Una cosa che avrebbe richiesto più di una sola settimana, proprio perché lui stesso non sapeva come arrivarci al culo dell'altro. Perché una parola sbagliata, un atteggiamento fuori luogo avrebbe rovinato tutto e il bel culetto tondo di Kim Kibum se lo sarebbe solo sognato.
"Ma perché scusa Kibum non lo avete fatto praticamente subito? "
"Yah kim Jonghyun ci hai preso per il culo! Il tuo compleanno è tre mesi dopo! Ci devi restituire i soldi!"

Si è cosi, aveva mentito ai suoi migliori amici. Poteva mai lui, Kim Jonghyun, ammettere che quel ragazzo iniziava a piacergli sul serio? Che questo Kibum era timido e inesperto e il suo sedere doveva sudarselo? Anzi voleva sudarselo. No, sarebbe stato davvero troppo imbarazzante una confessione simile tra ragazzi..
Kibum era diventato rosso in viso, gli aveva sibilato un mi fai schifo e si era allontanato dal gruppetto borbottando un ero solo una fottute scommessa, lasciando Jonghyun con un pugno di mosche, troppo nel torto e troppo senza una giustificazione plausibile da cacciare immediatamente.


Quella mattina, quindi, Jonghyun era corso all'aula di Kibum sperando l'altro si fosse attardato a scendere in palestra per l'ora di ginnastica, ma il karma gli remava decisamente contro in quei giorni e quando ci arrivò, sudato e col fiatone, non c'era più nessuno. Entrò e raggiunse i due banchi in fondo, accanto alla finestra, il suo era quello che dava sul corridoio laterale. Il ragazzo si sedette sconsolato al posto dell'amico, passò i palmi delle mani sul banco di Kibum e li fermò poi entrambi sul quaderno a righe lasciato al centro. Lo aprì distrattamente- perché  il suo cervello era focalizzato costantemente sull'ultima immagine che aveva della sera precedente: lo sguardo deluso di Kibum -e lo sfogliò finché non arrivò all'ultima pagine scritta.
Kibum doveva comporre un sonetto o una poesia, qualcosa di simile, per il professore di inglese perché stavano studiando Sheakspear e quell'uomo era un tale fissato! E forse era proprio una poesia quella che Jonghyun aveva davanti:

                                                                                 10 thinghs I hate about you
cos inziò a leggerla con attenzione:
                                                              Odio il modo in cui mi sorridi e i tuoi grandi occhi da cucciolo
                                  Odio il modo in cui tocchi le mie cose anche quando ti dico di non farlo perchè le ritieni anche tue
                                                    Odio la tua fissazione per i cani e l'attaccamento morboso per tua sorella
                                                               Odio svegliarmi accanto a te  e trovarti a fissarmi
                                               Ti odio talmente tanto che mi fa stare male e mi fa persino scrivere poesie


                                                 Odio quando mi fai ridere e ancora peggio quando mi fai stare male.
                                       Odio il tuo ego smisurato e il modo in cui la tua voce diventa acuta quando mi menti.
                                       Odio quando mi menti e odio ancora di più il tuo orgoglio infantile
                           Ma la cosa che odio di più è il fatto che io non riesca a odiarti – nemmeno un po’, nemmeno un pochino, nemmeno niente.*
E se il professore gli avesse chiesto di leggere davanti alla classe proprio il suo? Se avesse ritirato i quaderni per correggere i compiti? Kibum non era mai stato così irresponsabile, quanto doveva essere arrabbiato con lui? Il più piccolo era quello che tra i due si preoccupava maggiormente di poter esser scoperti perchè consapevole che  amicizie maschili o femminili, profonde e affettuose erano la normalità e qualcosa di ben visto, ma qualcosa di piu reale e meno platonico non poteva essere accettato in Corea, come in molti altri Paesi. Quindi  era davvero troppo arrabbiato e innamorato e per questo Jonghyun sorrise come un ebete.

                                                                      Le10cose che amo di te
Certo Jonghyun non aveva il lessico di Kibum, non era uno studente capace e diligente come lui e conosceva poco di inglese ma componeva canzoni! Questa sua abilità doveva pur servire a qualcosa, no? Poi lui avrebbe scritto nella loro lingua natia, quindi sarebbe riuscito ad esprimersi. Prese la penna dal vano sotto al banco di Kibum e scrisse ciò che con naturalezza gli venne in mente
                                                      Amo i tuoi occhi sottili e il modo in cui mi guardi saccente
                                            Amo la tua fossetta e farti sorridere per farla comparire magicamente
                                   Amo il modo sexy in cui pronunci le parole in inglese e l'ostinazione che hai a volermi insegnare questa lingua
                                                Amo ogni tua piccola insicurezza e amo che tu me le abbia mostrate
                                                Amo il fatto che ti amo, non forse , non credo e nemmeno per gioco
                                       Ma la cosa che amo di più  che tu ami un idiota come me**
Jonghyun decise l'oggetto della sua nuova scommessa una mattina in mensa. Choi Minho lo stava prendendo in giro perché secondo lui il suo amico ultimamente
aveva perso fascino, portarsi a letto ingenui bambini e bambine del primo anno era  qualcosa di troppo semplice per un rubacuori esperto come lui e fare scommesse
con Jonghyun  ormai non aveva più valore. Kibum passò proprio davanti al trio in quell istante e Minho lo indicò
"Ecco, lui sarebbe una bella sfida "
Jonghyun seguì la traiettoria del dito di Minho posando lo sguardo annoiato sul profilo sottile del ragazzo bruno che stava passando loro davanti. Pochi secondi in cui ebbe il tempo
di notare solo il suo intercedere sinuoso come quello di un gatto.
"E chi sarebbe?"
"Kim Kibum rappresentate di classe della 2C"
"Da quando frequenti la 2C?"
"Non lo faccio infatti!"
"E allora come lo conosci ?!"
"Non lo sopporta" si intromise Jinki, l'amico che finora aveva taciuto "perché sta sempre attaccato alla preda del nostro Minho"
"La tua preda?! E chi sarebbe ?! Perché non lo conosco "
"Ahahah Minho aveva paura che glielo fregassi, quel ragazzino è davvero carino, ti piacerebbe!"
"Ahahah ora sì che voglio vederlo!"
"Non ci riusciresti nemmeno tu Jonghyun! E la colpa è anche di quel Kibum, lo sorveglia come un'aquila "
"Stanno insieme magari?"
"No, sono vicini di casa o qualcosa di simile, così mi hanno detto le compagne di classe di Taemin"
"Taemin? Lee Taemin?!"Minho annuì lentamente inarcando un sopracciglio, i tondi occhi assottigliati da cautelo timore "le noone della mia classe impazziscono
per quel ragazzino, dicono che sia bellissimo ..."
"E lo è e sarà mio e tu mi toglierai quel rompiscatole dai coglioni "
Jonghyun rise divertito dall'isterismo insolito del suo compagno. Choi Minho aveva successo nello studio, negli sport e a rimorchiare quindi molto probabilmente le difficoltà inaspettate
che stava incontrando per ottenere quel ragazzo lo frustravano più di quanto sembrasse
"Ok ok dammi due settimane ... Ma no, mi basterà anche meno tempo e me lo faccio, Kim Kibum sarà cosi preso da me che mentre lo intratterrò nel mio letto tu potrai
prenderti il ragazzino. Se ci riesco sganci 200.000won !"
"Affare fatto Kim "
"Perfetto Choi"
Jonghyun si alzò all'improvviso
"Dove vai adesso?!"
"Comincio la scommessa, no?!"
Ma nel preciso istante in cui, con tutta la sua tracotante strafottenza Jonghyun andò a sedersi di fronte alla sua vittima, il suo ruolo di carnefice perse ogni valore.
Perché nel preciso istante in cui i gli occhi grandi di Jonghyun si specchiarono in quelli sottili e vagamente felini di Kibum, il quale aveva alzato lo sguardo dal suo piatto per vedere chi avesse osato
sedersi al posto riservato al suo amico Lee Taemin , il suo cuore perse un battito. Il sorriso sornione, quello che adornava le sue labbra carnose quando voleva fare colpo si congelò conferendogli
un'espressione rigida, più della piccola bocca a cuore dell'altro ragazzo serrata in un muto disappunto .
"E tu saresti?!"
Jonghyun sbattè un paio di volte le lunghe ciglia, riportato alla realtà dalla voce acuta del ragazzo più giovane e sostituì il suo sorriso da combattimento con uno timido senza nemmeno rendersene conto.
"Kim Jonghyun"
"Certo, quel posto è occupato però ... Sta arrivando un mio amico "
"Beh anche io potrei essere un tuo amico ... "
E il modo in cui lo disse fu talmente infantile e talmente buffo che un Kibum , per niente abituato ad essere così palesemente rimorchiato all'interno delle mura scolastiche, rise nascondendo i
denti dietro il dorso della sua mano. Una fossetta piccola e profonda solcó la guancia scarna del più piccolo e Jonghyun non potè fare a meno di sorridere a sua volta accarezzandosi nervoso
dietro al collo. I due amici del ragazzo, che osservavano la coppia a pochi metri di distanza dal loro tavolo,  stavano scommettendo che Kim Jonghyun si sarebbe alzato di lì a pochi secondi
mandando al diavolo quel Kibum che stava ridendo di lui e invece lo videro ricomporsi, leccarsi le labbra e sporgersi in avanti verso l'altro poggiando gli avambracci sul tavolo e
intrecciando le dita.
Kim Jonghyun non avrebbe mai rinunciato ad una scommessa , non avrebbe mai perso la faccia con i suoi amici commentarono allora Minho e Jinki ma la verità era loro lontana .
Quella mattina era solo iniziata la discesa del grande ego del loro amico verso lo status di stupido ragazzo innamorato, quelli che loro prendevano sempre in giro: uomini gongolanti e sorridenti,
dalle ridicole maglie per coppie e la vocina buffa al telefono.

Jonghyun di per sé non si rese nemmeno conto, quella mattina, di dove l'avrebbe portato l'incontro con questo ragazzo di cui, fino a cinque minuti prima nemmeno
aveva notato l'esistenza.

Lee Taemin arrivò come annunciato da Kibum e Jonghyun rimase piacevolmente colpito dalla delicatezza dei tratti del più piccolo, dal suo fisico snello e le
guance piene, le labbra carnose e gli occhi vivaci. Eppure non pensò nemmeno per un attimo che Taemin fosse una preda più succulenta del moretto seduto
di fronte a lui. Certo se Minho non gli avesse staccato la testa ci avrebbe fatto volentieri un giro, ma la sua bellezza non era ai livelli dei tratti ferini di Kibum,
della sua pelle bianca e liscia come porcellana che spiccava grazie ai capelli neri come l'inchiostro e la divisa blu scuro che erano costretti ad indossare. Il giovane
appena giunto rivolse uno sguardo curioso prima allo sconosciuto tutto muscoli e sorrisi e poi al suo migliore amico ma non si intimidì nemmeno un po',
allungò una mano verso Jonghyun per presentarsi e si sedette accanto a lui inserendosi con non calanche nella conversazione. Anzi una non-conversazione
che avrebbe iniziato lui con gli altri due ragazzi.

"Ma perché per Jonghyun è sempre così facile?!"
"Sei tu che la stai facendo difficile Minho! Potevi andare tu a sederti lì e conoscere il tuo Taemin"
"Oh stai zitto Jinki "
Ma ci pensò Jonghyun a far conoscere finalmente Taemin al suo migliore amico e non ebbe nemmeno bisogno di sfruttare Kibum semplicemente
lo presentò ai suoi due amici, una mattina, per caso, quando si incrociarono per i corridoi della scuola.

Peccato che poi a suscitare interessi nel bel ragazzino fu Jinki e non Minho. E ancora più un peccato fu che Jinki invece non era assolutamente interessato
perché a lui piacciono le donne

"Ma come non gli piace Taeminnie?! Jonghyun Hyung non ti stai impegnando! Oppure il tuo amico non ci vede bene! Taemin farebbe diventare gay chiunque!"
"Kibum quando si tratta dei tuoi amici sei davvero assurdo! Ti assicuro che anche la ragazza di Jinki, Jungah noona, farebbe diventare etero chiunque! Jinki non è nemmeno bisessuale quindi di' a Taemin di smetterla di provarci !"
"Quindi anche a te piace Jungah noona?!"
"Sei geloso?!"
"Tsk figuriamoci!"
Kibum era talmente insicuro da essere geloso di Jonghyun. E divenne geloso solo quando, frequentando il ragazzo più grande, capì di tenere a lui, di
tenerci sul serio. E quando capì di tenerci sul serio fece ciò che fa un innamorato: si donò all'altra persona.

Erano passati circa tre mesi, forse anche qualcosa in più . Tre mesi in cui Jonghyun scodinzolò intorno all' altro, smussando gli angoli di un carattere
razionale e poco incline a lasciarsi andare, riuscendo a fare breccia nelle difese di Kibum.

Diciamo che la sua tenacia fu premiata.
Il giorno del compleanno di Jonghyun il più piccolo lo invitò a casa sua. Lo portò in camera e mentre erano seduti sul suo letto, per farlo stare un po' zitto, altrimenti avrebbe perso tutta il suo coraggio, lo baciò e si lasciò spogliare.
"Sei sicuro Bummie? Vuoi farlo sul serio?! "
Ma adesso adesso?"
Qui??"
Fu il sesso più disastroso che vide Kim Jonghyun protagonista.
Si emozionò. Si agitò. E fece l'ultima cosa che avrebbe voluto: far male a Kibum.
Quando se lo ritrovò nudo sotto di sé andò nel pallone più totale, nemmeno fosse stata la sua di prima volta. Forse fu frettoloso e non lo preparó a dovere, forse
non riuscì a far rilassare l'altro o semplicemente Kibum era troppo teso ed era cosi che doveva andare, fatto sta che quando lo penetrò il più piccolo provò un
dolore lancinante. Le lacrime riempirono i suoi occhi, le guance divennero ancora più rosse e il suo corpo si irrigidì tanto che i muscoli si strinsero intorno
all'erezione del compagno mozzando il respiro di Jonghyun. Il più grande rimase immobile, non ebbe il coraggio di muoversi, nemmeno di uscire dall'altro e trattenne
il fiato finché Kibum non riaprì i suoi occhi lacrimanti. E in quel breve lasso di tempo, Jonghyun ebbe modo di constatare che quel corpo teso e tremante tra le sue
braccia, quella pelle diafana umida di un sottile strato di sudore freddo e quegli occhi supplichevoli fossero di quanto più bello al mondo.

Kim Kibum l'aveva reso smielato. Da diabete. Un rammollito
"Mi mi dispiace, io non volevo andasse in questo modo! Non so cosa... non -Vuoi che mi fermi? Che esca?"
Si azzardò a chiedere con voce strozzata, sebbene, nonostante tutto, l'ultima cosa che sperava era di uscire da lui. Si trovava nel posto più bello del mondo e voleva restarci.
Kibum non provó nemmeno a rispondere perché probabilmente dalle sue labbra sarebbero usciti solo lamenti, magari avrebbe pianto, così afferrò l'altro per il volto e lo attirò
al suo per baciarlo. Un bacio frustrato e dolce allo stesso tempo, un bacio possessivo, un bacio che valeva più di mille "no" o di mille "fa piano", era il bacio di un ragazzino innamorato

La seconda volta a Jonghyun venne un crampo violento alla coscia e dovette interrompere tutto sul più bello. Era dentro l’altro, andava tutto bene, questa volta aveva
fatto tutto a dovere. Si spingeva contro il bacino di Kibum con un ritmo regolare, le ginocchia del più piccolo che stringevano i suoi fianchi in una morsa ferrea  e
lussuriosa, i suoi gemiti di dolore che colpo dopo colpo si trasformavano in miagolii languidi e sospiri ed un certo punto lui si fermò. Kibum aprì gli occhi di colpo,
stupito quando avvertì Jonghyun sfilarsi da lui ,vide il viso dell'altro contratto, lo vide stendersi al suo fianco senza parlare mordendosi il labbro inferiore e iniziò a preoccuparsi
“Jonghyun hyung?”
“Scusami, un crampo” rispose il più grande massaggiandosi la coscia tenuta stesa e immobile sul materasso e Kibum scoppiò a ridere fino alle lacrime per il suo ragazzo
nudo come un verme, la sua erezione in bella vista e il corpo rigido e contratto

La terza volta l’amichetto di Jonghyun non volle collaborare.
Jonghyun aveva la febbre, forse più alta di quanto credeva, ma accettò lo stesso l’invito del più piccolo a casa sua, da soli, senza i genitori perché erano in quella
fase del rapporto di coppia, una neocoppia, in cui non vuoi fare altro che farti l’altro, soprattutto due giovani maschi nel pieno degli ormoni.
Jonghyun voleva scomparire sotterrarsi morire.
Kibum stava provando in ogni modo a farlo eccitare ma nulla, il corpo del maggiore non voleva saperne. Kibum aveva cercato piu volte di convincere l'altro che
non era la fine del mondo, stava male e poteva succedere ma il più grande non voleva accettare un evento simile nella sua vita di giovane maschio. Finchè il minore,
stanco anche di sollecitarlo non si spogliò del tutto anche lui, trascinò l'altro sotto le coperte e decise che per quel pomeriggio si sarebbero coccolati. Parlarono per ore,
risero, si confessarono, si baciarono mentre le loro mani vagavano in dolci carezze sulla pelle nuda.
Jonghyun si ritenne il ragazzo, ormai eunuco, più fortunato del mondo e il risultato di quel pomeriggio d'amore fu il passaggio di febbre dal più grande al più piccolo.

La quarta, la quinta e la sesta volta invece il più grande si rifiutò, come una donna col mal di testa
“Hyung stai dicendo sul serio? Non vuoi più farlo?”
“Ti prego Kibum non mortificarmi più del dovuto! Hai visto anche tu, non ne sono più capace? Non me ne va bene una? Non lo so!! Non so che mi succede! Peggio di uno sfigato!”
Il più piccolo scoppiò in una lunga e fragorosa risata, acuta come il suono della sua voce. Ormai Kibum non faceva che ridere di lui ogni volta che si incontravano
per fare sesso. Stava diventando una barzelletta e quando parlava con i suoi amici Jonghyun non poteva far altro che dire che erano peggio dei conigli per non
perdere la faccia, ma in fondo con loro mentiva sin dall inizio.
Poi il ragazzo lo prese per il volto, con un abile mossa lo rovesciò sotto di sé sul letto, si spalmò sopra Jonghyun e iniziò a strofinare il loro corpi vestiti insieme. Aveva
annullato le proteste dell’altro catturando le sue labbra tra le proprie, le morse così forte da far mugolare l’altro di dolore e poi  lasciò scivolare la lingua dentro la bocca di Jonghyun cercando la sua.
Kibum non aveva mai preso l'iniziativa, ma qualcuno doveva pur fermare i deliri dell'altro.
“Questa volta andrà tutto bene. Io ti farò stare bene.
Jonghyun io sono innamorato di te, voglio fare l'amore con te”


Jonghyun strappò la pagina appena scritta e appoggiò la penna nella rilegatura del quaderno prima di  richiuderlo, sfilò una scatola malamente impacchettata e la lasciò accanto ad esso. Gli restava solo di aspettare e sperare. Se Kibum avesse gettato il suo regalo, forse avrebbe dovuto accettare la decisione del Karma: lui gli aveva messo sulla propria strada una persona come il più piccolo e lui? Aveva mandato tutto a puttane!Eppure Jonghyun non riusciva a sentirsi del tutto in colpa, solo un po' la coscienza sporca: lui non aveva mai mentito all'altro ragazzo, ma solo omesso. Aveva mentito agli amici per non perdere la faccia, da bravo adolescente, maschio e immaturo. Aveva accettato il compenso della scommessa dai suoi due comparri perchè aveva pensato "ok è il compenso di una scommessa non riuscita , ma sono soldi che portrò ben spendere" e ci aveva infatti comprato un regalo per Kibum appena li ebbe avuti, aveva truffato i suoi due amici per una giusta causa in fondo ma Jonghyun aveva imparato a conoscere l'altro. Kibum era un ragazzo delicato, che aveva paura di essere ferito dagli altri, una persona sensibile che nascondeva la sua debolezza dietro a uno sguardo duro e parole taglienti ed era consapevole che il venire a conoscenza della reale causa che lo aveva fatto avvicinare a lui la prima volta lo aveva imbarazzato e ferito sul serio.

Ovviamente non ci credeva sul serio ma come al solito la speranza è quella che muore per ultima e cosi Jonghyun trascorse la sera e la notte senza staccarsi dal suo cellulare, inutilmente perchè Kibum non lo contattò lo stesso.
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